
Ponte Stretto Notizie: CIPESS Approvato, Bloccato Corte Conti
Il Ponte sullo Stretto di Messina è passato dall’approvazione governativa al blocco della Corte dei Conti in pochi mesi, lasciando intravedere la possibilità di un’infrastruttura da 15 miliardi di euro ma anche dubbi concreti sulla sua fattibilità. Il 6 agosto 2025 il CIPESS ha dato il via libera con la Delibera n. 41/2025; il 29-30 ottobre la magistratura contabile ha negato il visto, riaccendendo le polemiche su rischi sismici, espropri e costi.
Approvazione CIPESS: 6 agosto 2025 · Costo stimato: 15 miliardi € · Corte dei Conti: Visto negato il 29-30 ottobre 2025 · Campata: 3.300 metri · Apertura stimata: 2032-2033
Panoramica rapida
- Delibera CIPESS n. 41/2025 approvata il 6 agosto 2025 (Ediltecnico)
- Corte dei Conti nega il visto il 29-30 ottobre 2025 (Ediltecnico)
- Contratto Eurolink (Webuild) da 10,6 miliardi € (Sky TG24)
- INGV non ha espresso parere definitivo sulla faglia sismica del pilone calabrese (Greenreport)
- Data precisa di avvio cantieri non confermata (Greenreport)
- Esito dei ricorsi annunciati dai comitati No-ponte (Greenreport)
- 6 agosto 2025: approvazione CIPESS (Ediltecnico)
- 29-30 ottobre 2025: blocco Corte dei Conti (Ediltecnico)
- 2032-2033: apertura al traffico stimata (Ediltecnico)
- Il progetto richiede nuova bollinatura della Corte dei Conti e passaggio presso la Commissione UE (Corriere della Sera)
- Espropri previsti in 8 comuni calabresi e 6 siciliani (Sky TG24)
I dati tecnici principali del progetto delineano un’infrastruttura di dimensioni record.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Ente promotore | Società Stretto di Messina |
| Contraente generale | Eurolink (Webuild) |
| Costo contratto | 10,6 miliardi € |
| Costo totale stimato | Quasi 15 miliardi € |
| Campata unica | 3.300 metri |
| Lunghezza totale | 3.666 metri |
| Larghezza | 60,4 metri |
| Canale navigabile | 72 metri di altezza |
| Resistenza sismica progettata | Magnitudo 7.1 Richter |
Quali sono le novità del Ponte sullo Stretto di Messina?
L’approvazione del progetto definitivo da parte del CIPESS il 6 agosto 2025 rappresenta la fase più avanzata mai raggiunta nella storia dell’opera, secondo quanto dichiarato dal Ministero delle Infrastrutture. La Delibera n. 41/2025 ha dato il via libera formale al piano redatto da Eurolink (now Webuild), che prevede una campata unica di 3.300 metri e una lunghezza totale di 3.666 metri.
Approvazione CIPESS
Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile ha approvato il progetto dopo un iter durato mesi. La Commissione VIA del MASE aveva già rilasciato parere favorevole a metà novembre 2024, subordinandolo a 62 prescrizioni sostanziali che il comitato No-ponte della Calabria considera quasi equivalenti a un rifacimento completo degli studi sismici.
L’Atto Aggiuntivo al Contratto con Eurolink, dal valore di 10,6 miliardi di euro, è stato firmato prima della delibera CIPESS. Il costo totale dell’opera è stimato a quasi 15 miliardi di euro, comprensivi di infrastrutture di accesso e compensazioni.
Via libera Senato
Matteo Salvini, Ministro delle Infrastrutture, ha annunciato tra agosto e settembre 2025 l’avvio dei cantieri, dei lavori e delle procedure di esproprio. Il Ministero ha definito l’approvazione CIPESS come “la fase più avanzata nella storia dell’opera”, sottolineando come il progetto preveda resistenza sismica fino a magnitudo 7.1 Richter grazie agli studi condotti con INGV e l’Università La Sapienza di Roma.
Il progetto include studi sismici condotti con INGV e Università La Sapienza di Roma, ma l’INGV non ha ancora espresso parere definitivo sulla faglia sismica del pilone calabrese: un nodo tecnico che potrebbe rallentare ulteriormente l’iter.
La Sicilia nord-orientale e la Calabria meridionale si trovano tra le aree a più alto rischio sismico globale, con 13 eventi superiori al VII grado della scala Mercalli registrati nello Stretto dal IX secolo.
Quando verrà completato il Ponte sullo Stretto?
L’apertura al traffico è attualmente stimata tra il 2032 e il 2033, secondo le previsioni più recenti. Tuttavia, questa timeline appare condizionata da numerosi passaggi burocratici ancora da completare e da eventuali ricorsi legali.
Inizio lavori
Salvini ha annunciato l’avvio dei cantieri tra settembre e ottobre 2025, ma il blocco della Corte dei Conti a fine ottobre ha di fatto sospeso l’efficacia della Delibera CIPESS. Il progetto definitivo richiede ora una nuova bollinatura da parte della Corte dei Conti e un passaggio presso la Commissione Europea per la verifica sulla coerenza con le normative comunitarie.
La società costruttrice ha comunque avviato dialoghi con i proprietari degli immobili interessati dagli espropri, aprendo un “cassetto virtuale” che coinvolge circa 600 soggetti. Gli espropri interesseranno 8 comuni calabresi e 6 siciliani, con un impatto significativo su Villa San Giovanni (150 edifici interessati) e Torre Faro (250 edifici).
Durata prevista
Se i tempi burocratici verranno rispettati e non interverranno ulteriori ostacoli, la costruzione potrebbe richiedere circa 7-8 anni dall’effettivo avvio dei cantieri. Il contratto prevede penali miliardarie per Webuild (circa il 10% di 14 miliardi) se il progetto si fermasse per cause imputabili allo Stato.
Il Ponte sullo Stretto è stato approvato?
La risposta breve è sì e no. Il CIPESS ha approvato il progetto definitivo, ma la Corte dei Conti ha negato il visto di legittimità alla Delibera n. 41/2025 il 29-30 ottobre 2025, bloccando di fatto l’iter autorizzativo.
Via libera governativa
Dal punto di vista politico, il via libera del governo è stato netto. La Legge di Bilancio (art.1 commi 487-493) ha riavviato il progetto introducendo deroghe specifiche per le infrastrutture nazionali strategiche. L’opera è stata inoltre classificata “strategica a fini militari nell’ambito NATO”, una decisione che potrebbe consentire di accelerare alcune procedure bypassando determinati vincoli burocratici.
“La sezione centrale di controllo… non ha ammesso al visto… la Delibera CIPESS n. 41/2025”
— Corte dei Conti, Sezione centrale di controllo
Ricorsi respinti
Comitati No-ponte e associazioni ambientaliste hanno annunciato ricorsi immediatamente dopo l’approvazione CIPESS. I ricorsi al TAR sono in fase di valutazione, ma la decisione della Corte dei Conti di non vidimare la delibera rappresenta già di per sé un ostacolo significativo. La Commissione VIA ha imposto una deroga per gli impatti sui siti Natura 2000, prevedendo compensativi ambientali che i critici ritengono insufficienti.
La Corte dei Conti ha il compito di verificare la legittimità contabile degli atti governativi: il rifiuto del visto implica che la Delibera CIPESS non è ancora efficace e necessita di modifiche o integrazioni prima di poter procedere.
Cosa dicono i geologi sul Ponte sullo Stretto?
Le preoccupazioni della comunità scientifica ruotano principalmente attorno alla pericolosità sismica dell’area dello Stretto di Messina, una delle zone a più alto rischio d’Italia e del Mediterraneo.
Rischi sismici
L’area è storicamente soggetta a forti terremoti: dal IX secolo ad oggi sono stati registrati 13 eventi superiori al VII grado della scala Mercalli. Il progetto prevede una resistenza sismica fino a magnitudo 7.1 Richter, ma Peppe Marra del comitato No-ponte Calabria critica duramente le 62 prescrizioni imposte dalla Commissione VIA, sostenendo che richiedono sostanzialmente di rifare il progetto dagli studi sismici in poi.
Sfide geologiche
Un nodo tecnico particolarmente critico riguarda la faglia sismica del pilone calabrese: l’INGV non ha ancora espresso un parere definitivo, lasciando aperta una questione che i geologi considerano fondamentale per la sicurezza dell’opera. Gli studi sismici condotti con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e l’Università La Sapienza di Roma sono in corso, ma il verdetto finale non è ancora arrivato.
L’impianto progettuale prevede un impalcato aerodinamico stabile fino a 270 km/h di vento, ma resta da verificare l’interazione con le sollecitazioni sismiche in un’area ad alta frequentazione di eventi tellurici.
L’INGV non ha ancora espresso parere definitivo sulla faglia sismica del pilone calabrese: un’incertezza che potrebbe richiedere modifiche progettuali significative prima dell’avvio dei cantieri.
Perché è pericoloso costruire il ponte sullo Stretto di Messina?
I rischi associati alla costruzione del Ponte sullo Stretto sono molteplici e riguardano aspetti geologici, ambientali e sociali che rendono l’opera particolarmente complessa.
Espropri
Gli espropri interesseranno un numero significativo di immobili. A Villa San Giovanni sono previsti 150 edifici da abbattere, mentre a Torre Faro ne sono interessati 250. In totale, le procedure coinvolgono 8 comuni calabresi e 6 siciliani. La società Stretto di Messina ha avviato dialoghi con i proprietari e creato un “cassetto virtuale” che coinvolge circa 600 soggetti.
In caso di mancato accordo, l’espropriato può richiedere un’indennità amministrativa o giudiziale, ma lo Stato prevale comunque grazie alla dichiarazione di pubblica utilità dell’opera.
Problemi ambientali
La Commissione VIA ha imposto una deroga per gli impatti sui siti Natura 2000, prevedendo compensativi ambientali. I comitati criticano questa impostazione, sostenendo che le compensazioni non sono adeguate all’impatto ecologico dell’opera. L’area dello Stretto è un corridoio migratorio fondamentale per numerose specie e la costruzione di un’infrastruttura di tali dimensioni potrebbe alterare irreversibilmente gli ecosistemi locali.
I 62 termini sostanziali imposti dalla Commissione VIA rappresentano un ulteriore elemento di criticità: richiedono verifiche approfondite che, secondo i detrattori, potrebbero equivalere a un ripensamento radicale del progetto.
Cronologia degli eventi
- : La Commissione VIA del MASE rilascia parere favorevole sul progetto definitivo, subordinato a 62 prescrizioni (Ediltecnico)
- : Il CIPESS approva il progetto definitivo con Delibera n. 41/2025 (Ediltecnico)
- : Salvini annuncia l’avvio dei cantieri tra settembre e ottobre 2025 (Corriere della Sera)
- : La Corte dei Conti nega il visto di legittimità alla Delibera CIPESS n. 41/2025 (Ediltecnico)
- : Apertura al traffico stimata (Ediltecnico)
Cosa è certo e cosa no
Fatti confermati
- Approvazione CIPESS (Delibera n. 41/2025)
- Rifiuto visto Corte dei Conti
- Contratto Eurolink da 10,6 miliardi €
- Espropri in 14 comuni (8 calabresi, 6 siciliani)
- Parere favorevole Commissione VIA con 62 prescrizioni
Elementi incerti
- Parere definitivo INGV su faglia pilone calabrese
- Data precisa avvio cantieri
- Esito ricorsi TAR
- Tempistiche riapprovazione post-Corte dei Conti
- Dettagli su penali e costi aggiornati
Dichiarazioni e posizioni
“Con il Ponte i tempi di viaggio tra Calabria e Sicilia passeranno da 120-180 minuti a soli 15 minuti.”
— Matteo Salvini, Ministro delle Infrastrutture
Il ministro ha più volte ribadito l’importanza strategica dell’opera per il collegamento del Mezzogiorno e per la competitività del sistema logistico nazionale. Secondo le previsioni progettuali, il Ponte avrà una capacità di 6.000 veicoli/ora e 200 treni/giorno, con 6 corsie stradali e 2 binari ferroviari.
“Le 62 prescrizioni della Commissione VIA sono talmente sostanziali che praticamente costringono a rifare il progetto dagli studi sismici in poi.”
— Peppe Marra, Comitato No-ponte Calabria
La posizione dei comitati contrari si concentra sui rischi sismici e sulla delicatezza ambientale dell’area. Marra evidenzia come le prescrizioni impongano verifiche che potrebbero richiedere anni di lavoro aggiuntivo, vanificando di fatto i tempi annunciati dal governo.
In sintesi
Il Ponte sullo Stretto di Messina ha ricevuto il via libera politico con la Delibera CIPESS n. 41/2025, ma il successivo blocco della Corte dei Conti ha riportato il progetto in una fase di incertezza. Le criticità sismiche, con l’INGV che non ha ancora espresso parere definitivo sulla faglia del pilone calabrese, e le 62 prescrizioni ambientali rappresentano ostacoli concreti. Per i proponenti del progetto, l’opera è una necessità strategica per il Sud Italia; per i detrattori, i rischi geologici e l’impatto ambientale rendono l’investimento troppo aleatorio. Quel che è certo è che i prossimi mesi determineranno se il Ponte resterà una promessa o diventerà realtà, con il rischio concreto che lo Stato possa pagare penali miliardarie senza che l’opera venga mai completata.
Il CIPESS ha approvato il progetto il 6 agosto 2025, ma la Corte dei Conti ha rinviato la decisione a fine ottobre, come nelle notizie ultime da Messinanotizie ultime da Messina.
Domande frequenti
Chi costruirà il Ponte sullo Stretto?
Il contraente generale è Eurolink, ora parte del gruppo Webuild, che ha firmato un contratto da 10,6 miliardi di euro per la realizzazione dell’opera.
Quanto costerà il Ponte sullo Stretto di Messina?
Il costo totale stimato è di quasi 15 miliardi di euro, comprensivi del contratto con Eurolink (10,6 miliardi), delle infrastrutture di accesso e delle compensazioni.
Ponte Stretto si farà davvero?
Il progetto è stato approvato dal CIPESS, ma la Corte dei Conti ha negato il visto di legittimità il 29-30 ottobre 2025. L’iter è quindi bloccato e richiede una nuova approvazione o modifiche per proseguire.
Quali sono i problemi ambientali del Ponte?
La Commissione VIA ha imposto una deroga per gli impatti sui siti Natura 2000, prevedendo compensativi ambientali. I comitati criticano l’adeguatezza di queste misure per un’area che rappresenta un corridoio migratorio fondamentale.
Meloni ha dato via libera al Ponte sullo Stretto?
Il governo Meloni ha sostenuto attivamente il progetto, inserendo deroghe nella Legge di Bilancio e classificando l’opera come “strategica a fini militari nell’ambito NATO”. L’approvazione CIPESS è avvenuta sotto la sua guida.
Quando inizieranno i cantieri?
Salvini aveva annunciato l’avvio tra settembre e ottobre 2025, ma il blocco della Corte dei Conti ha sospeso l’iter. Non esiste ancora una data certa per l’inizio effettivo dei lavori.
Quali comuni sono coinvolti negli espropri?
Gli espropri interessano 8 comuni calabresi e 6 siciliani. A Villa San Giovanni sono previsti 150 edifici da abbattere, mentre a Torre Faro ne sono interessati 250, per un totale di circa 400 immobili.