Chi ha iniziato a lavorare ventenni sa quanto possa sembrare lontana la pensione — eppure il momento arriva prima di quanto si pensi, e le regole cambiano spesso. Negli ultimi anni il sistema previdenziale italiano ha subito ritocchi periodici legati all’allungamento della vita media, e il biennio 2027-2028 porta con sé nuovi requisiti che vale la pena conoscere oggi. L’INPS ha pubblicato a marzo 2026 la circolare che ufficializza gli adeguamenti: per la pensione di vecchiaia si passa da 67 a 67 anni e 1 mese dal 2027. Conoscere queste regole ora permette di organizzare al meglio gli ultimi anni di carriera.

Età pensione di vecchiaia: 67 anni fino al 2026 ·
Contributi minimi per anzianità: almeno 40 anni in alcuni casi ·
Novità Legge di Bilancio: cambiamenti dal 2027 ·
Proiezioni OCSE: fino a 70 anni in Italia

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • Età fissa a 67 anni fino al 2026 (INPS)
  • 40 anni di contributi per pensione anticipata (Fisco e Tasse)
  • APE Sociale prorogata al 31 dicembre 2026 (INPS)
2Cosa resta incerto
  • Esatti aumenti 2027 oltre annunci INPS
  • Deroghe definitive 2027-2028
  • Impatto su pensioni da 1000 euro
3Segnale temporale
  • Circolare INPS n. 28/2026 del 16 marzo 2026 (INPS)
  • +1 mese requisiti dal 1° gennaio 2027 (Corriere della Sera)
  • +3 mesi requisiti dal 2028 (INPS)
4Cosa viene dopo
  • Pensione vecchiaia a 67 anni 9 mesi entro 2033
  • Possibile soglia 70 anni secondo proiezioni OCSE
  • Domande APE Sociale entro 30 novembre 2026

Quattro voci, un filo conduttore: chi ha iniziato a lavorare presto e ha versato contributi continuativamente si trova oggi in una posizione più vantaggiosa per uscire dal mercato del lavoro prima dei 67 anni.

I dati essentiali del sistema pensionistico italiano mostrano come età di pensionamento, contribuzioni minime e scenari futuri siano in costante evoluzione.

Voce Dato
Età pensione vecchiaia 2026 67 anni
Contributi per anzianità 40 anni
Cambiamenti 2027 Aumento requisiti INPS
Fonte primaria www.inps.it/previdenza
Proiezione OCSE Italia Fino a 70 anni

Il pattern che emerge dalla tabella è chiaro: chi ha già maturato i requisiti entro il 2026 potrà ritirarsi con le regole attuali, più favorevoli.

Quanti anni si va in Italia in pensione?

L’età per andare in pensione in Italia non è un dato unico: cambia a seconda del tipo di pensione a cui si accede. La pensione di vecchiaia richiede il compimento dei 67 anni di età anagrafica e almeno 20 anni di contributi versati. Per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 esistono alternative che permettono di anticipare l’uscita dal lavoro.

Chi possiede almeno 40 anni di contributi versati può accedere alla pensione anticipata indipendentemente dall’età anagrafica, pur subendo una penalizzazione sull’assegno. La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato l’APE Sociale al 31 dicembre 2026, offrendo un’ulteriore via per i lavoratori in condizioni di disagio. Il sistema prevede inoltre la totalizzazione dei contributi versati in diverse gestioni pensionistiche per raggiungere più facilmente le soglie richieste.

Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia rappresenta la forma più diffusa di pensionamento in Italia. Il requisito anagrafico è stato fissato a 67 anni dal 2019 e resta invariato fino al 2026. Il requisito contributivo minimo è di 20 anni di versamenti, indipendentemente dal genere o dal settore di appartenenza.

Pensione anticipata

La pensione anticipata permette di lasciare il lavoro prima del compimento dei 67 anni, a condizione di aver raggiunto un’anzianità contributiva elevata. Per gli uomini serve un minimo di 42 anni e 10 mesi di contributi, per le donne 41 anni e 10 mesi. L’assegno mensile è ridotto rispetto alla pensione di vecchiaia a causa del ricalcolo con il sistema contributivo.

Requisiti contributivi

Il requisito contributivo è il fulcro di tutto il sistema pensionistico italiano. Per la pensione di vecchiaia bastano 20 anni di versamenti, mentre per quella anticipata occorrono quasi il doppio. Chi ha versato contributi in gestioni diverse (lavoro dipendente, autonomo, gestione separata) può chiedere la totalizzazione per sommare tutti i periodi.

Età e requisiti per andare in pensione 2026

Nel 2026 i requisiti per la pensione restano quelli introdotti dalla riforma pensionistica del 2011 e confermati nel tempo. La pensione di vecchiaia richiede 67 anni di età anagrafica e 20 anni di contributi. Non sono previste differenze tra uomini e donne per questa tipologia.

L’INPS gestisce direttamente la quasi totalità delle domande di pensione di vecchiaia. Il requisito contributivo dei 20 anni resta invariato anche nel biennio 2027-2028, mentre cambia solo l’età anagrafica. I cittadini possono verificare la propria posizione contributiva attraverso il portale INPS con credenziali SPID.

Requisiti INPS attuali

La circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026 ha confermato i requisiti per il 2026 e delineato le modifiche per il biennio successivo. Il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia resta fissato a 67 anni, mentre per la pensione anticipata occorrono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia prevede un assegno calcolato con il sistema retributivo per i contributi versati fino al 1995 e con il sistema contributivo per quelli successivi. L’assegno minimo è garantito per chi ha almeno 20 anni di contributi e raggiunge l’età anagrafica richiesta.

Novità legge di bilancio

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto la proroga dell’APE Sociale fino al 31 dicembre 2026 e ha esteso l’incentivo al posticipo del pensionamento per chi matura i requisiti dell’anticipata entro il 31 dicembre 2026. Il decreto MEF del 19 dicembre 2025 ha definito l’adeguamento alla speranza di vita per il biennio 2027-2028.

Cosa cambia dal 2027 per le pensioni anticipate?

Il biennio 2027-2028 segna un cambiamento significativo per il sistema pensionistico italiano. Un aumento graduale ma costante dei requisiti anagrafici e contributivi interesserà chi intende andare in pensione in questi anni. La variazione è contenuta ma incide sulla pianificazione individuale di chi è vicino alla pensione.

L’incremento è stabilito dal decreto direttoriale MEF del 19 dicembre 2025, che recepisce i dati ISTAT sulla speranza di vita. L’articolo 12 del D.L. 78/2010 prevede l’adeguamento automatico biennale dei requisiti pensionistici in base all’aspettativa di vita della popolazione.

Aumento requisiti

Dal 1° gennaio 2027 l’età per la pensione di vecchiaia sale a 67 anni e 1 mese. Per la pensione anticipata uomini occorrono 42 anni e 11 mesi di contributi, per le donne 41 anni e 11 mesi. Nel 2028 l’età per la vecchiaia raggiunge i 67 anni e 3 mesi, con 43 anni e 1 mese di contributi per gli uomini.

Deroghe CGIL

Alcune categorie sono escluse dall’adeguamento alla speranza di vita. I lavoratori che svolgono attività gravose hanno un requisito anagrafico fisso di 66 anni e 7 mesi con 30 anni di contributi, senza ulteriori incrementi. Anche i lavoratori precoci e chi ha svolto lavori usuranti possono accedere alla pensione con requisiti ridotti.

Proiezioni OCSE

Le proiezioni OCSE indicano che l’Italia potrebbe raggiungere un’età pensionabile di 67 anni e 9 mesi entro il 2033. Alcune stime parlano di una soglia vicina ai 70 anni nel lungo periodo, in linea con altri paesi OCSE. Tuttavia, mancano ancora conferme ufficiali su questi scenari.

Chi ha 40 anni di contributi può andare in pensione?

Sì, con 40 anni di contributi versati è possibile accedere alla pensione anticipata indipendentemente dall’età anagrafica. Questa possibilità rappresenta una chance concreta per chi ha iniziato a lavorare giovane e ha versato contributi continuativamente nel corso della vita lavorativa.

Il requisito dei 40 anni di contributi si riferisce all’anzianità contributiva complessiva, che può derivare da diverse gestioni pensionistiche. La totalizzazione permette di cumulare periodi contributivi versati presso INPS, gestione separata, fondi speciali e casse professionali.

Pensione di anzianità

La pensione di anzianità attraverso la totalizzazione consente di unificare tutti i contributi versati in diverse gestioni previdenziali. Questa via è particolarmente utile per chi ha avuto carriere frammentate o ha lavorato sia come dipendente che come autonomo.

Regime totalizzazione

Il regime di totalizzazione prevede che l’assegno pensionistico venga calcolato interamente con il sistema contributivo. L’importo dipende dal montante contributivo complessivo e dall’età di pensionamento. I Patronati CGIL offrono assistenza gratuita per verificare i requisiti e presentare la domanda.

Eccezioni 2026-2028

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto deroghe specifiche per il biennio 2026-2028. L’incentivo al posticipo del pensionamento è stato esteso a chi matura i requisiti dell’anticipata entro il 31 dicembre 2026, con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Quando si va in pensione di vecchiaia in Italia?

In Italia la pensione di vecchiaia richiede il compimento dei 67 anni di età anagrafica e la verifica di almeno 20 anni di contributi versati. Questi requisiti si applicano uniformemente su tutto il territorio nazionale e sono gestiti dall’INPS per la quasi totalità dei lavoratori.

Non esistono variazioni regionali nei requisiti pensionistici: l’adeguamento alla speranza di vita è calcolato a livello nazionale. I requisiti sono identici per dipendenti privati, pubblici e autonomi iscritti all’INPS.

Età e contributi minimi

L’età anagrafica per la pensione di vecchiaia è fissata a 67 anni fino al 2026, sale a 67 anni e 1 mese nel 2027 e a 67 anni e 3 mesi nel 2028. Il requisito contributivo minimo resta invariato a 20 anni in tutto il periodo. I contributi devono essere versati e non solo computati.

Differenze con anzianità

La pensione di anzianità si distingue da quella di vecchiaia perché permette di anticipare l’uscita dal lavoro grazie a un’anzianità contributiva elevata, indipendentemente dall’età anagrafica. Tuttavia, accedervi comporta una penalizzazione sull’assegno pensionistico rispetto al calcolo che si avrebbe con la pensione di vecchiaia.

Domanda e pagamento INPS

La domanda di pensione di vecchiaia va presentata all’INPS attraverso il portale online con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato sindacale. Il primo pagamento avviene generalmente nel mese successivo alla maturazione dei requisiti. Il cedolino pensione è consultabile online attraverso il portale INPS.

Come fare domanda di pensione

Presentare la domanda di pensione richiede alcuni passaggi specifici che è possibile completare autonomamente online o con l’aiuto di un patronato sindacale. L’importante è verificare di aver maturato tutti i requisiti prima di procedere.

Passi per la domanda online

  1. Accedere al portale INPS con credenziali SPID, CIE o CNS
  2. Selezionare “Domanda di pensione” nella sezione Previdenza
  3. Compilare i dati anagrafici e contributivi richiesti
  4. Caricare la documentazione attestante i periodi contributivi
  5. Inviare la domanda e annotare il numero di protocollo
  6. Attendere la verifica da parte dell’INPS (30-90 giorni)

I tempi di elaborazione della domanda variano in base alla complessità della posizione contributiva e al carico di lavoro dell’ente. In caso di esito positivo, il primo pagamento viene erogato il mese successivo alla data di decorrenza della pensione.

Cronologia degli adeguamenti pensionistici

Sei momenti chiave scandiscono il passaggio dal sistema pensionistico attuale a quello che entrerà in vigore dal 2027. Il punto di partenza è il decreto MEF del 19 dicembre 2025, mentre il termine temporale più significativo è il 1° gennaio 2027, data a partire dalla quale entrano in vigore i nuovi requisiti.

Data Evento Fonte
19 dicembre 2025 Decreto direttoriale MEF: adeguamento speranza di vita Fisco e Tasse
17 febbraio 2026 Messaggio INPS n. 558: recepimento parametri Brocardi
16 marzo 2026 Circolare INPS n. 28: requisiti 2027-2028 INPS
30 novembre 2026 Scadenza domande APE Sociale INPS
1° gennaio 2027 Applicazione incremento +1 mese Corriere della Sera
1° gennaio 2028 Applicazione incremento +3 mesi e fine APE Sociale INPS

L’implicazione pratica è che chi ha già maturato i requisiti entro il 2026 si assicura un vantaggio temporale: potrà andare in pensione con le regole attuali, più favorevoli, invece di aspettare gli incrementi del 2027.

Cosa è confermato e cosa resta incerto

Gli elementi certi del sistema pensionistico italiano riguardano principalmente i requisiti vigenti e le modifiche programmate per il biennio 2027-2028. Diversi aspetti restano invece da definire con precisione.

Fatti confermati

  • Età pensione vecchiaia a 67 anni fino al 2026, 67 anni e 1 mese dal 2027, 67 anni e 3 mesi dal 2028 (INPS)
  • Requisito contributivo minimo di 20 anni resta invariato (Corriere della Sera)
  • 40 anni di contributi per pensione anticipata
  • APE Sociale prorogata al 31 dicembre 2026 (INPS)
  • Requisiti uniformi a livello nazionale, nessuna variazione regionale

Cosa resta incerto

  • Dettagli esatti sulle soglie economiche per contributivi puri
  • Possibili proroghe dell’APE Sociale oltre il 2026
  • Impatto effettivo del ricalcolo contributivo su pensioni da 1000 euro
  • Proiezioni oltre il 2028 non ancora confermate dal governo

Per chi sta pianificando il pensionamento, la strategia più sicura resta quella di verificare subito i propri requisiti contributivi e valutare se conviene anticipare l’uscita entro il 2026.

Opinioni degli esperti

L’aumento dei requisiti per accedere alla pensione sarà applicato in modo graduale: i requisiti aumentano di un mese nel 2027 e di tre mesi nel 2028.

INPS (Circolare n. 28 del 16 marzo 2026)

La pensione di vecchiaia richiede 67 anni di età anagrafica e almeno 20 anni di contributi versati. L’INPS conferma che questi requisiti restano invariati fino al 2026.

Fisco e Tasse (Aggiornamento requisiti 2026)

Per i lavoratori che svolgono attività gravose il requisito anagrafico resta fissato a 66 anni e 7 mesi con 30 anni di contributi, senza ulteriori adeguamenti.

Corriere della Sera (Cronaca economica, 26 marzo 2026)

In sintesi

Il sistema pensionistico italiano sta attraversando una fase di transizione con adeguamenti graduali legati all’incremento della speranza di vita. Per chi sta pianificando il pensionamento, è fondamentale verificare subito i propri requisiti contributivi e valutare se conviene anticipare l’uscita entro il 2026.

Per i lavoratori che hanno raggiunto i 40 anni di contributi, la pensione anticipata rappresenta una possibilità concreta indipendentemente dall’età anagrafica. L’APE Sociale offre un’ulteriore via per chi si trova in condizioni di disagio lavorativo e presenta i requisiti richiesti.

Per chi ha versato contributi in gestioni diverse, la totalizzazione permette di cumulare tutti i periodi e raggiungere più facilmente le soglie necessarie. I Patronati CGIL offrono assistenza gratuita per verificare i requisiti e presentare la domanda.

Letture correlate: Debito pubblico Italia · PIL Italia

L’età per la pensione di vecchiaia resta a 67 anni con 20 contributi minimi, mentre le opzioni anticipate sono illustrate nell’approfondimento sulle novità INPS dedicato ai cambiamenti 2026.

Domande frequenti

Come calcolare la pensione INPS?

Il calcolo della pensione INPS si basa sul sistema contributivo per chi ha iniziato a versare contributi dopo il 1995. L’assegno finale dipende dai contributi versati, dall’età di pensionamento e dall’anzianità contributiva totale. Il simulatore INPS online permette una stima approximativa dell’assegno.

Cos’è la pensione INPS estero?

La pensione INPS estero riguarda i lavoratori italiani che hanno versato contributi in Italia ma risiedono all’estero. I trattamenti pensionistici possono essere trasferiti all’estero con alcune limitazioni, e l’importo viene convertito in valuta locale al cambio del giorno di pagamento.

Come fare domanda pensione tramite patronato?

Per fare domanda di pensione tramite patronato, basta recarsi presso una sede sindacale con documento di identità e codice fiscale. Il personale del patronato compila la domanda online gratuitamente e la presenta all’INPS per conto del richiedente.

Come visualizzare cedolino pensione con SPID?

Per visualizzare il cedolino della pensione con SPID, accedere al portale INPS, selezionare “Cedolino pensione” nella sezione Servizi. Il documento mostra l’importo lordo, le trattenute e l’importo netto erogato.

Quanti contributi per avere 1000 euro di pensione?

Per ottenere una pensione di circa 1000 euro netti mensili, servono mediamente 35-38 anni di contributi versati nel sistema contributivo puro. Il calcolo esatto dipende dall’età di pensionamento e dalla media reddituale degli ultimi anni di lavoro.

Cos’è il sistema contributivo?

Il sistema contributivo calcola la pensione in base ai contributi versati durante la vita lavorativa. Ogni anno di contributi genera un montante che viene poi trasformato in pensione usando coefficienti di trasformazione legati all’età di pensionamento.

Come funziona pagamento pensione INPS?

Il pagamento della pensione INPS avviene mensilmente il primo giorno lavorativo del mese (o il giorno precedente se festivo). L’accredito può avvenire su conto corrente bancario, libretto postale o carta prepagata con IBAN.