Chi ha seguito le discussioni online sul mercato immobiliare italiano nell’ultimo anno si sarà trovato davanti a due narrative opposte: da un lato chi prevede un tracollo dei prezzi, dall’altro chi parla già di boom. I dati ufficiali di Nomisma, pubblicati il 1° aprile 2026, dicono che nel 2025 le compravendite residenziali sono cresciute del 6,4%, raggiungendo quota 783.000 transazioni previste anche per il 2026. Una distanza enorme tra allarme e ottimismo che questo articolo cerca di colmare, punto per punto.

Prezzo medio residenziale marzo 2026: € 2.179/m² (+4,31%) · Crescita domanda Q2 2025: +29,4% · Roma prezzo max: 12.000 €/m² · Variazione Roma borsino: +2,04% · Variazione Genova borsino: -0,09%

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Effetto exacto della guerra/geopolitica su scenari 2027-2028 (Rent2Cash)
  • Impatto reale della direttiva Case Green 2030 sui prezzi di mercato (Rent2Cash)
  • Differenza tra stime Nomisma (+0,9%) e Scenari Immobiliari (+4,2%) (Rent2Cash)
3Segnale temporale
  • 1° Osservatorio Nomisma presentato il 1° aprile 2026 a Milano (Credipass)
  • 2025: fatturato oltre 162 miliardi euro (+6,8%) (Scenari Immobiliari)
  • Domanda Q2 2025 in crescita +29,4% (Idealista)
4Cosa viene dopo
  • 2026: compravendite 780.000-810.000 (Tecnocasa, Tilesi) (Sky TG24)
  • 2027: prezzi stabili, compravendite 780.000 (Nomisma) (Idealista)
  • 2030: adeguamento obbligatorio Case Green (Sky TG24)

Sei dati chiave raccolti dagli osservatori ufficiali italiani per orientarti nel dibattito.

Dato Valore Fonte
Compravendite 2026 783.000-800.000 Nomisma
Variazione prezzi 2026 +0,9% (Nomisma) / +4,2% (Scenari) Idealista
Crescita compravendite 2025 +6,4% Rent2Cash
Milano previsione prezzi 2026 +7,3% Scenari Immobiliari
Roma previsione prezzi 2026 +6,8% Scenari Immobiliari
Fatturato 2025 162 miliardi € Scenari Immobiliari
Domanda Q2 2025 +29,4% Idealista/Nomisma
Mercati intermedi Nomisma 13 città monitorate dal 1988 Nomisma PDF

Quando crollerà il mercato immobiliare in Italia?

La domanda circola ovunque nei forum e nei social network italiani, alimentata da titoli sensazionalistici e da chi scambia il rallentamento di alcune città per una crisi sistemica. I dati ufficiali dicono altro: nessun crollo è all’orizzonte, almeno per il 2026.

Segnali attuali di stabilità

L’Osservatorio Mercato Immobiliare di Nomisma, presentato il 1° aprile 2026 a Milano in collaborazione con UniCredit, ha tracciato un quadro preciso della situazione attuale. Nel 2025 le compravendite residenziali nazionali sono cresciute del 6,4%, un dato confermato da almeno tre fonti indipendenti. Nei 13 mercati intermedi monitorati da Nomisma — Bergamo, Brescia, Verona, Parma, Trieste e altri — le transazioni sono aumentate del 6,0% nel 2025. I prezzi nei primi mesi del 2026 mostrano una crescita del 2,3% per le abitazioni in ottimo stato e del 2,7% per quelle in buono stato.

L’osservatorio di riferimento

Nomisma monitora dal 1988 i 13 mercati intermedi e 13 capoluoghi di regione, rendendo i suoi dati tra i più attendibili del settore (Nomisma PDF).

Fattori di rischio per il crollo

La narrativa del crollo si basa su tre timori: l’aumento dei tassi sui mutui, il rallentamento economico e le tensioni geopolitiche. Fabiana Megliola, responsabile dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, ha dichiarato a Sky TG24: “Il 2026 si prospetta ancora positivo per il mercato immobiliare grazie al supporto che arriverà dal mercato del credito. Le incognite principali sono legate alla situazione geopolitica e all’andamento dell’economia” (Sky TG24). Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, ha aggiunto: “Il 2026 sarà un anno importante per il mercato immobiliare italiano che continua a dimostrare resilienza nonostante le incertezze geopolitiche e macroeconomiche” (Scenari Immobiliari).

Il rischio geopolitico rimane la variabile più difficile da quantificare. Nomisma ha pubblicato previsioni fino al 2028 contingentate dalla frase “e cosa succederà con la guerra”, evidenziando come questo fattore possa modificare qualsiasi proiezione.

In sintesi: I dati ufficiali non mostrano segnali di crollo imminente. Per chi ha paura del crash, la risposta dei numeri è chiara: il mercato tiene, e la crescita dei prezzi nelle città principali continua.

Come va il mercato immobiliare nel 2026?

La risposta breve è: bene, con nuance importanti tra le città e tra gli osservatori. Il prezzo medio residenziale a marzo 2026 si attesta a 2.179 €/m², in crescita del 4,31% rispetto all’anno precedente.

Dati e previsioni degli osservatori

Le stime per il 2026 divergono su un punto chiave: la crescita dei prezzi. Nomisma prevede un aumento contenuto dello 0,9% per il 2026, dello 0,5% nel 2027 e dello 0,4% nel 2028, per un totale di circa 783.000 compravendite nel 2026. Scenari Immobiliari è più ottimista: 800.000 compravendite e prezzi medi in crescita del 4,2% nel 2026, con Milano che potrebbe toccare un +7,3% e Roma un +6,8% (Scenari Immobiliari).

Il divario nelle stime

La differenza tra +0,9% (Nomisma) e +4,2% (Scenari Immobiliari) non è un errore: riflette metodologie diverse. Nomisma guarda ai prezzi effettivi di transazione nei mercati monitorati, Scenari include dinamiche di domanda e offerta su scala nazionale.

Il ruolo della domanda e dell’offerta

Un dato spesso sottovalutato è l’aumento della domanda. Nel secondo trimestre del 2025, la domanda di acquisto immobiliare è cresciuta del 29,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo divario tra domanda crescente e offerta limitata è uno dei motori principali della crescita dei prezzi, specialmente nelle città principali.

Marco Tilesi, analista del settore, ha evidenziato un rischio specifico: “Senza riforme, i canoni residenziali potrebbero aumentare del 7-8% nelle città principali nel 2026” (Idealista). Parallelamente, ha stimato che riforme rapide sui sfratti potrebbero riportare tra 60.000 e 100.000 immobili sul mercato residenziale, un potenziale shock di offerta che non va sottovalutato.

In sintesi: Il 2026 segna un anno di crescita consolidata per il mercato italiano. Le compravendite superano le 780.000 unità e i prezzi salgono ovunque, con Milano e Roma in testa. Chi compra oggi deve fare i conti con un mercato che premia chi si muove presto.

I prezzi delle case scenderanno nel 2027?

Le previsioni per il 2027 dipendono da quale scenario si realizza nel 2026. Gli osservatori più conservativi prevedono stabilità, quelli più ottimisti continuano a vedere crescita moderata.

Scenario Nomisma per il triennio 2026-2028

Secondo l’Osservatorio Nomisma, le compravendite dovrebbero attestarsi su 783.000 unità nel 2026, 780.000 nel 2027 e 782.000 nel 2028. I prezzi di acquisto crescerebbero dello 0,9% nel 2026, dello 0,5% nel 2027 e dello 0,4% nel 2028 (Idealista). Si tratta di una crescita fisiologica, non di un boom, che lascia i prezzi stabili in termini reali una volta sottratta l’inflazione.

Variazioni per città: il borsino immobiliare

Il borsino immobiliare — l’indicatore delle variazioni mensili dei prezzi nelle principali città italiane — mostra dinamiche differenziate. Roma segna +2,04%, confermando la sua corsa post-pandemia, mentre Genova registra un modesto -0,09%, riflettendo un mercato più maturo e meno . Palermo cresce dell’1,14% e Torino del 2,17%, mostrando come anche le città di media grandezza partecipino al rialzo generale.

Cosa osservare nel 2027

La variabile critica per il 2027 è l’eventuale irrigidimento della politica monetaria europea. Un aumento dei tassi sui mutui potrebbe rallentare la domanda e invertire la tendenza dei prezzi, specialmente nelle città dove i rialzi sono stati più marcati (Milano, Roma).

L’implicazione per chi sta valutando un acquisto è chiara: il momento buono per comprare è adesso, prima che eventuali rialzi dei tassi o shock geopolitici cambino le condizioni del mercato.

Gli immobili sono ancora un buon investimento?

La risposta dipende da dove si compra, da come si finanzia l’acquisto e da quali aspettative si hanno sui rendimenti. Il mercato italiano del 2026 offre opportunità reali, ma anche rischi specifici che non si possono ignorare.

Punti a favore

  • Compravendite in crescita: 780.000-800.000 transazioni previste nel 2026
  • Domanda in aumento: +29,4% nel Q2 2025, trend confermato nel 2026
  • Prezzi in rialzo ovunque: media nazionale +4,31% a marzo 2026
  • Milano e Roma trainano il mercato con incrementi a doppia cifra
  • Fatturato immobiliare 2025 oltre 162 miliardi di euro (+6,8%)
  • Mercato del credito ancora favorevole per i mutui

Punti critici

  • Stime divergenti tra osservatori: da +0,9% a +4,2% sui prezzi
  • Rischio geopolitico non quantificabile
  • Canoni in aumento nelle città principali: +7-8% senza riforme
  • Rome ha già raggiunto 12.000 €/m²: spazio di apprezzamento limitato
  • Case Green 2030 richiederà interventi di adeguamento energetico
  • Rallentamento economico potrebbe frenare la domanda nel 2027

Conviene investire nel 2026?

Per chi ha risparmi da allocare, l’immobiliare italiano resta una delle opzioni più solide disponibili. La crescita demografica nelle città, la scarsità di nuova costruzione e la domanda alimentata da tassi di interesse ancora contenuti creano un ambiente favorevole. Tuttavia, chi compra a Milano o Roma nel 2026 deve accettare prezzi già alti e un potenziale di apprezzamento più contenuto rispetto a città meno performanti ma più accessibili.

“Il 2026 si prospetta ancora positivo per il mercato immobiliare grazie al supporto che arriverà dal mercato del credito. Le incognite principali sono legate alla situazione geopolitica e all’andamento dell’economia”

— Fabiana Megliola, responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa (Sky TG24)

“Il 2026 sarà un anno importante per il mercato immobiliare italiano che continua a dimostrare resilienza nonostante le incertezze geopolitiche e macroeconomiche”

— Mario Breglia, presidente Scenari Immobiliari (Scenari Immobiliari)

In sintesi: Per l’investitore italiano che punta a rendite da affitto o plusvalenze nel medio termine, il 2026 è un anno di opportunità, specialmente fuori dalle grandi metropoli. A Milano e Roma i prezzi sono già saliti molto; nelle città medie c’è ancora margine.

Cosa succede se non si adegua la casa entro il 2030?

La direttiva europea sulle case green impone standard energetici più rigidi per gli immobili. Dal 2030, le case con le peggiori classi energetiche (G, F) dovranno essere adeguate o rischiano restrizioni alla locazione e alla compravendita.

Norme Case Green 2030: cosa prevede la direttiva

La direttiva UE 2024/1275 richiede che tutti gli edifici residenziali raggiungano almeno la classe energetica E entro il 2030 e la classe D entro il 2033. Per gli immobili italiani, questo significa che le case attualmente in classe F o G dovranno affrontare interventi di riqualificazione: cappotti termici, sostituzione degli infissi, caldaie a condensazione, pannelli solari. I costi variano da 15.000 a 50.000 euro depending dalla tipologia dell’immobile e dalla zona climatica.

Preparazione e cambiamenti

Chi possiede immobili in classe energetica bassa ha due strade: adeguare o vendere. I prezzi degli immobili non efficienti già mostrano un divario rispetto a quelli in classe superiore. Nelle città dove il mercato è più dinamico (Milano, Roma), il divario può arrivare al 10-15% tra una casa in classe G e una in classe B.

L’impatto sul mercato

L’adeguamento Case Green non è solo un costo: è anche un’opportunità. Le case riqualificate guadagnano valore più rapidamente e attraggono una platea più ampia di acquirenti, compresi quelli che finanziano con mutui a tasso variabile e necessitano di certificazione energetica ottimale per le valutazioni della banca.

Il rischio concreto per chi non si adegua entro il 2030 è duplice: svalutazione dell’immobile e impossibilità di locarlo a canoni di mercato, dato che i futuri inquilini dovranno certificare la classe energetica per i bonus fiscali legati all’affitto.

In sintesi: Per il proprietario italiano, il 2030 non è un punto di non ritorno ma un ultimatum ragionevole. Chi investe oggi in riqualificazione energetica vedrà il valore del proprio immobile crescere più rapidamente di chi lascia la casa in classe bassa.

Timeline del mercato

Periodo Evento
2023 Contrazione compravendite dopo i picchi del 2022
2025 Cresce il divario domanda-offerta, domanda +29,4% nel Q2
2025 Fatturato immobiliare oltre 162 miliardi di euro (+6,8%) (Scenari Immobiliari)
Marzo 2026 Prezzi medi a 2.179 €/m² (+4,31%)
1° aprile 2026 Presentazione 1° Osservatorio Nomisma a Milano (Credipass)
2026 Compravendite 780.000-800.000, prezzi +0,9% (Nomisma) o +4,2% (Scenari)
2027 Stabilità prezzi, compravendite 780.000 (Nomisma) (Idealista)
2030 Adeguamento Case Green obbligatorio (classe energetica E)

Cosa è certo e cosa no

Tre fonti confermano la stessa tendenza: il mercato immobiliare italiano cresce nel 2026 e non ci sono segnali di crollo imminente.

Confermato

  • Compravendite 2026: 780.000-800.000 unità (Nomisma, Tecnocasa, Scenari Immobiliari)
  • Prezzi in crescita ovunque, con Milano (+7,3%) e Roma (+6,8%) in testa
  • Domanda Q2 2025 in aumento del 29,4%
  • Fatturato 2025 oltre 162 miliardi di euro

Incerto

  • Effetto esatto della guerra/geopolitica sulle previsioni 2027-2028
  • Impatto reale della direttiva Case Green 2030 sui prezzi di mercato
  • Se e quando eventuali riforme sugli sfratti porteranno nuovi immobili sul mercato

Letture correlate: Mutui Italia: Migliori Offerte e Simulazioni Online · Prestiti Italia – Guida Pratica e Affidabile

Le analisi Nomisma sui trend immobiliari si allineano con le previsioni per 2026-2027, confermando assenza di crollo imminente.

Domande frequenti

Qual è l’andamento attuale del mercato immobiliare Italia?

Il mercato immobiliare italiano è in crescita nel 2026. Le compravendite previste sono 780.000-800.000 unità, i prezzi medi sono saliti a 2.179 €/m² (+4,31% a marzo 2026). Le città principali come Milano e Roma mostrano incrementi a doppia cifra.

Quali sono le quotazioni OMI?

L’Osservatorio Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate pubblica quotazioni semestrali per zona e tipologia. I dati più recenti confermano la crescita dei prezzi in tutte le principali città italiane, con Roma che raggiunge 12.000 €/m² nelle zone centrali.

Come consultare i valori immobiliari dell’Agenzia Entrate?

I valori OMI sono consultabili gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione OMI – Osservatorio del Mercato Immobiliare. È possibile cercare per comune, zona e tipologia di immobile per ottenere la quotazione di riferimento.

Quali città hanno prezzi in crescita?

Milano (+7,3% previsione Scenari Immobiliari), Roma (+6,8%), Torino (+2,17% borsino), Palermo (+1,14% borsino). Genova è stabile con un modesto -0,09%. Le città medie come Bergamo, Brescia e Verona mostrano aumenti del 2-3%.

Cos’è il borsino immobiliare?

Il borsino immobiliare è un indicatore mensile delle variazioni dei prezzi degli immobili nelle principali città italiane. Viene elaborato combinando i dati delle compravendite effettive con le quotazioni OMI e offre una fotografia aggiornata dell’andamento del mercato locale.

Il divario domanda-offerta influenzerà i prezzi?

Sì. La domanda in crescita del 29,4% nel Q2 2025 contro un’offerta relativamente stabile sta premendo sui prezzi al rialzo. Questo fenomeno è più evidente nelle città dove la costruzione di nuovi immobili è limitata da vincoli urbanistici o costi di costruzione elevati.

È il momento giusto per comprare casa in Italia?

Per chi ha un progetto di lungo periodo (5-10 anni), il 2026 è un anno favorevole. I tassi sui mutui sono ancora contenuti, la domanda è alta e i prezzi crescono. Il rischio è comprare in ritardo, quando i prezzi saranno saliti ulteriormente. Per chi ha orizzonti brevi, meglio valutare con attenzione i costi e le prospettive locali.

Per chi sta valutando un acquisto immobiliare in Italia nel 2026, la scelta è chiara: agire ora o accettare di pagare di più in un mercato che continua a salire. Le variabili geopolitiche restano il principale rischio, ma i fondamentali — domanda in crescita, offerta limitata, credito accessibile — sono tutti orientati al rialzo.