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Eolico Italia: Situazione, Dati e Prospettive 2026

Andrea Matteo Bianchi Rinaldi • 2026-05-01 • Revisionato da Andrea Greco

L’Italia ha 6173 turbine eoliche sparse tra colline e coste, eppure nel 2025 il paese contava su un solo parco offshore funzionante. Una contraddizione che racconta molto delle potenzialità inespresse e delle sfide ancora aperte per l’energia del vento nel nostro paese.

Potenza installata 2025: 13,6 GW · Impianti totali: 6173 · Progetti offshore in attesa: 93 per 74 GW

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • 13,6 GW potenza eolica installata a fine 2025 (Modofluido)
  • Un solo parco offshore operativo: Taranto, 30 MW (Legambiente)
  • Rinnovabili al 41% del fabbisogno nazionale nel 2025 (Terna/Modofluido)
2Cosa resta incerto
  • Tempistiche precise per approvazioni progetti offshore
  • Crescita esatta installazioni onshore 2025
  • Impatto occupazionale dei progetti galleggianti
3Segnale temporale
  • Marzo 2025: presentazione progetto Sicily South (Modofluido)
  • Luglio 2025: report Legambiente su 93 progetti offshore (Modofluido)
  • Settembre 2025: contestazioni parco Alghero (Il Fatto Quotidiano)
4Cosa viene dopo
  • Obiettivo 2030: 28 GW di produzione eolica (Modofluido)
  • Potenziale offshore galleggiante fino a 20 GW entro il 2050 (Legambiente/Qualenergia)

La tabella seguente raccoglie i principali dati numerici sullo stato dell’eolico italiano, dalla potenza installata alla distribuzione regionale.

Dato Valore
Potenza installata 13.629 MW (2025)
Impianti totali Italia 6.173 (gennaio 2026)
Progetti offshore in attesa 93 (74 GW totali)
Unico parco offshore Taranto, 30 MW
Pale eoliche Basilicata 1.489 (Modofluido)
Pale eoliche Puglia 1.438 (Modofluido)
Sicilia: richieste offshore 11,2 GW
Potenziale teorico galleggiante 207,3 GW (ASTRID)

Qual è la situazione attuale dell’eolico in Italia?

A gennaio 2026 il parco eolico italiano conta 6.173 impianti concentrati nel Meridione, per una potenza complessiva di 13,6 GW (Modofluido). L’obiettivo fissato per il 2030 è raggiungere 28 GW di produzione eolica, un traguardo ambizioso che richiede un’accelerazione significativa rispetto al ritmo attuale.

Potenza installata e crescita recente

  • Crescita dal 2020 a oggi: +2 GW circa
  • Rinnovabili coperto il 41% del fabbisogno energetico italiano nel 2025 (calo dal 41,7% del 2024)
  • Nord Europa: Germania con 742 MW offshore installati, Italia ferma a 30 MW

Il confronto con gli altri paesi europei evidenzia il ritardo italiano. Nel 2024 il mondo ha raggiunto 79,4 GW di eolico offshore, con una crescita del 5,2% rispetto al 2023. L’Italia, con il suo potenziale teorico di 207,3 GW di eolico galleggiante, resta marginale in questo segmento (ASTRID).

Il divario con l’Europa

L’Italia ha un solo parco offshore mentre la Germania ne ha centinaia. Il potenziale c’è: 207,3 GW teorici. Senza una svolta politica, resterà inattuato.

Dati Terna ed Enel

  • Terna: gestore della rete elettrica nazionale con dati aggiornati al 2025
  • Enel: principale operatore con progetti in diverse regioni
  • Report Legambiente “Finalmente Offshore 2025”: 93 progetti per 74 GW in attesa

L’eolico onshore domina la scena italiana, con Basilicata e Puglia che guidano la classifica rispettivamente con 1.489 e 1.438 pale eoliche installate. Queste due regioni, insieme a Campania, Sardegna e Sicilia, rappresentano oltre il 90% della capacità installata nazionale.

Qual è la regione con più pale eoliche in Italia?

La Basilicata guida la classifica con 1.489 pale eoliche, seguita dalla Puglia con 1.438. Entrambe le regioni hanno sfruttato le proprie aree collinari interne per sviluppare un parcogeneratore significativo già dagli anni 2000.

Distribuzione geografica

  • 91% della potenza eolica concentrata in 6 regioni del Sud
  • Sicilia, Puglia, Campania, Basilicata, Sardegna e Calabria
  • Nord Italia: potenziale limitato per morfologia del territorio

Le regioni settentrionali, dal Piemonte alla Lombardia fino al Veneto, presentano condizioni meno favorevoli per l’eolico onshore. Il territorio alpino e prealpino non offre le caratteristiche di ventosità necessarie, mentre le aree padane soffrono di inversioni termiche che riducono la producibilità.

Parchi principali al Sud

  • Parco San Benedetto: 3,5 MW di capacità
  • Casoni di Romagna: impianto significativo
  • Sicily South: progetto da 1.140 MW, 76 turbine, a 25 km da Agrigento (presentato marzo 2025)

Il progetto Sicily South, nato nel marzo 2025, rappresenta uno dei più ambiziosi proposti finora: con 76 turbine da 1.140 MW complessivi, coprirebbe il fabbisogno di 1,5 milioni di abitazioni se realizzato (Modofluido).

Quanto produce l’eolico in Italia?

Nel 2025 le rinnovabili hanno coperto il 41% del fabbisogno energetico italiano, in calo rispetto al 41,7% del 2024. L’eolico contribuisce in modo significativo, ma la sua intermittenza richiede un sistema di accumulo e una rete elettrica più resilienti.

Produzione annua

  • Stime basate su dati Terna: produzione annua in crescita
  • Crescita installazioni: circa 2 GW dal 2020
  • Fattore di capacità medio italiano: inferiore alla media europea

La produzione eolica italiana dipende fortemente dalle condizioni meteorologiche stagionali. Gli anni con inverni più ventosi hanno visto picchi di produzione, mentre le estati generalmente registrano valori più contenuti per questa fonte.

Utilizzi e contributo rinnovabili

  • Energia destinata a industria e residenziale
  • Contributo crescente grazie a nuovi impianti
  • Integrazione con solare per copertura territoriale

La Sicilia e le coste meridionali offrono un potenziale combinato eolico-solare particolarmente interessante. Le stesse aree dove si concentrano i progetti offshore, come il golfo di Taranto e le coste agrigentine, presentano anche le migliori condizioni per il solare fotovoltaico a terra.

Perché in Italia è poco sfruttata l’energia eolica?

Nonostante il potenziale teorico di 207,3 GW di eolico galleggiante e 93 progetti offshore in attesa per 74 GW totali, l’Italia resta ferma. Le ragioni sono complesse e intrecciano resistenze locali, burocrazia e scelte politiche.

Ostacoli NIMBY

  • Contestazioni ad Alghero: il parco offshore sardo ostacolato da proteste locali
  • Opposizione a progetti onshore: impatto paesaggistico percepito
  • Comunità locali spesso contrarie nonostante i benefici economici

A settembre 2025 sono scoppiate contestazioni per il parco offshore ad Alghero, in Sardegna, dove la Regione ha espresso forti perplessità sul progetto. La Sardegna, con 9,52 GW di richieste offshore nel Sud dell’isola, rappresenta un caso emblematico del conflitto tra potenziale energetico e tutela del territorio (Il Fatto Quotidiano).

Questioni ambientali

  • Valutazioni di impatto ambientale lunghe e complesse
  • Tutela di aree marine protette
  • Conflitto con attività di pesca e turismo costiero

L’eolico offshore in Italia soffre di un paradosso: le aree più ventose, come il Canale di Sardegna e il Mar Ionio, coincidono spesso con zone di rilevanza ambientale o strategica per altri settori economici.

Il ritardo italiano

Nel 2025, 93 progetti offshore sono in attesa di approvazione per 74 GW totali. Verranno realizzati? La storia recente dell’eolico italiano non è rassicurante.

Quali sono i vantaggi e svantaggi dell’energia eolica in Italia?

Come ogni tecnologia energetica, l’eolico presenta luci e ombre. L’analisi deve tenere conto sia dei benefici ambientali ed economici sia degli impatti territoriali e delle sfide tecniche ancora aperte.

Punti a favore

  • Rinnovabile e a basse emissioni di CO₂
  • Costo dell’energia in calo grazie a economie di scala
  • 93 progetti offshore in aste FER-X per 16,6 GW
  • Potenziale galleggiante fino a 20 GW entro il 2050
  • Creazione di occupazione qualificata nel settore energetico

Punti critici

  • Opposizione NIMBY ostacola nuovi progetti
  • Sfruttamento onshore concentrato al Sud, marginale al Nord
  • Unico parco offshore operativo: Taranto (30 MW)
  • Ritardi autorizzativi persistenti
  • Intermittenza della produzione

Il potenziale teorico italiano di 207,3 GW di eolico galleggiante, stimato da ASTRID, contrasta con una realtà di appena 30 MW offshore installati. La tecnologia galleggiante, adatta per fondali oltre 50-60 metri tipici del Mediterraneo, potrebbe sbloccare questo impasse se accompagnata da semplificazioni burocratiche.

Vantaggi economici

  • Riduzione dipendenza da importazioni di gas naturale
  • Indotto industriale per costruzione e manutenzione
  • Valore immobiliare per aree rurali marginali

Svantaggi paesaggistici

  • Impatto visivo nelle aree collinari e costiere
  • Rumore delle pale in prossimità di abitazioni
  • Interferenze elettromagnetiche e con l’avifauna

Le aree favorevoli all’offshore galleggiante includono la Sicilia meridionale, la Sardegna, il Mar Ligure e la Puglia orientale. Queste zone combinano ventosità elevata e fondali adatti alla tecnologia galleggiante, ma richiedono investimenti significativi e iter autorizzativi snelli per essere sviluppate.

La implicazione è chiara: senza un cambio di passo autorizzativo, l’Italia non raggiungerà l’obiettivo 2030 né sfrutterà il potenziale economico dell’offshore galleggiante.

Cronologia dell’eolico in Italia

Due decenni di sviluppo eolico italiano raccontano una storia di crescita discontinua, con l’on-shore che ha trainato mentre l’offshore è rimasto quasi immobile.

Periodo Evento
2020 Base potenza circa 11 GW
Pre-2025 Parco Beleolico Taranto operativo: 10 turbine da 3 MW
2024 13 GW installati totali
Marzo 2025 Presentazione progetto Sicily South: 76 turbine, 1.140 MW
Luglio 2025 Report Legambiente: 93 progetti offshore, 74 GW in attesa
Settembre 2025 Contestazioni parco offshore Alghero
Fine 2025 13,6 GW totali, calo nuovo installato
Gennaio 2026 6.173 impianti eolici totali

Il 2025 ha segnato un rallentamento: le nuove installazioni onshore sono calate dell’8% rispetto al 2024. Parallelamente, i 93 progetti offshore in attesa rappresentano un potenziale di 74 GW distribuiti in 10 regioni, con la Sicilia che guida con 11,2 GW di richieste.

Il pattern emergente è quello di un paese che sa progettare ma fatica a costruire: le aste FER-X assegneranno 16,6 GW, ma i tempi autorizzativi restano il vero collo di bottiglia.

Cosa è confermato e cosa resta incerto

Il quadro dell’eolico italiano presenta elementi solidi e zone d’ombra che è importante distinguere per orientarsi tra dati certi e prospettive ancora da verificare.

Fatti confermati

  • Potenza 13,6 GW da QualEnergia e dati Terna 2024
  • 6.173 impianti in Italia (gennaio 2026)
  • 93 progetti offshore per 74 GW totali (report Legambiente)
  • Unico parco offshore: Taranto, 30 MW
  • Rinnovabili al 41% del fabbisogno nel 2025

Cosa resta da chiarire

  • Crescita offshore esatta nei prossimi anni
  • Produzione precisa dei nuovi impianti 2026
  • Tempistiche approvazione 93 progetti in attesa
  • Impatto occupazionale dei progetti galleggianti

Il potenziale teorico di 207,3 GW di eolico galleggiante in Italia rappresenta un’opportunità concreta se accompagnato da politiche di sostegno. Aree favorevoli come la Sicilia meridionale, la Sardegna, il Mar Ligure e la Puglia orientale potrebbero ospitare turbine galleggianti in acque profonde, una tecnologia già matura nel Mediterraneo per fondali oltre 50-60 metri.

L’Italia possiede un notevole potenziale per lo sviluppo dell’eolico offshore che, anche grazie alla tecnologia galleggiante, viene stimato fino a 20 GW di possibile capacità installabile entro il 2050.

— Legambiente, Report “Finalmente Offshore 2025”

L’eolico offshore continua a non prendere il largo in Italia.

— Legambiente

Le due citazioni di Legambiente sintetizzano il paradosso italiano: un potenziale enorme rimane largamente inespresso. Il potenziale teorico di diffusione dell’eolico galleggiante in Italia è stimato in 207,3 GW, ma le installazioni concrete sono marginali. La domanda non è se l’Italia possa sviluppare l’eolico offshore, ma se voglia farlo con la determinazione necessaria.

Per le regioni meridionali, la scelta è tra continuare a dipendere da fonti fossili importate o puntare sull’indipendenza energetica attraverso i 74 GW di progetti offshore già in attesa. Per il paese, la sfida è trasformare questi numeri in megawatt effettivamente installati, senza lasciare che burocrazia e resistenze locali blocchino la transizione.

In sintesi: Il governo italiano ha davanti a sé 93 progetti per 74 GW offshore e un potenziale galleggiante di 207 GW. Se non aggredisce i ritardi autorizzativi, l’Italia mancherà l’obiettivo 2030 e lascerà indietro le regioni meridionali che potrebbero guidare la transizione.

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La situazione eolica italiana con 13,6 GW installati al 2025, come emerge dai dati Terna, si approfondisce ulteriormente nell’analisi produzione eolico 2026 che prevede 74 GW in pipeline.

Domande frequenti

Quante pale eoliche ci sono in Italia?

A gennaio 2026 l’Italia conta 6.173 impianti eolici, distribuiti principalmente nelle regioni meridionali. La Basilicata guida con 1.489 pale, seguita dalla Puglia con 1.438.

Ci sono impianti eolici offshore in Italia?

Sì, ma uno solo: il parco Beleolico di Taranto, con 10 turbine da 3 MW ciascuna per un totale di 30 MW. È l’unico parco offshore operativo in Italia.

Eolico nel nord Italia è sviluppato?

L’eolico nel Nord Italia è marginale. Le condizioni morfologiche alpine e prealpine, unite alle inversioni termiche nella pianura padana, non favoriscono lo sfruttamento eolico significativo.

Quanto guadagna un tecnico eolico?

I dati specifici sull’occupazione eolica italiana variano, ma il settore delle rinnovabili offre stipendi competitivi per tecnici specializzati in installazione, manutenzione e gestione degli impianti.

Qual è il parco eolico più grande?

Tra gli impianti onshore, parchi come San Benedetto e Casoni di Romagna rappresentano installazioni significative. Per l’offshore, Taranto rimane l’unico caso italiano.

Eolico Italia 2025: previsioni?

Le previsioni indicano una crescita verso l’obiettivo 2030 di 28 GW, ma il calo delle nuove installazioni nel 2025 (-8% rispetto al 2024) suggerisce un percorso più lento del previsto.

Differenza eolico onshore vs offshore?

L’eolico onshore sfrutta turbine a terra, con impianti concentrati nelle colline del Sud Italia. L’offshore, installato in mare, può utilizzare turbine più grandi grazie a venti più costanti, ma in Italia lo sviluppo è fermo a 30 MW.

Perché non vogliono le pale eoliche?

Le opposizioni nascono da preoccupazioni paesaggistiche, impatto sul turismo, rumore e interferenze con l’avifauna. Il fenomeno NIMBY è particolarmente evidente per i progetti offshore, come dimostrano le contestazioni ad Alghero.



Andrea Matteo Bianchi Rinaldi

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